Libri

Facebook Facebook Facebook
Lo stupore di una notte di luce

L'incipit del romanzo

SANDRA
Finalmente soli, dissi a Janín mentre attraversavamo il parco tornando verso casa. Quando arrivammo al campo giochi, delimitato da uno steccato colorato, lui iniziò a battere le mani e ad agitarsi. Era diventata un’abitudine lasciarlo seduto per un po’ nella sabbia mentre chiacchieravo con la mamma di Miguel, un bambino che in futuro avrebbe potuto essere suo amico. Da quando Janín era venuto al mondo, tutto era futuro, qualunque azione aveva una conseguenza che, con il tempo, sarebbe ricaduta su di lui. Ogni sera, tornati a casa, quando era ormai completamente esausto, gli facevo il bagno, gli davo da mangiare, lo mettevo nella culla e gli leggevo una favola che ancora non capiva, finché non si addormentava. Anche quella volta andò così. Fu quando tirai fuori dallo zaino i vestiti sporchi per sostituirli con quelli puliti, caso mai Laura, la maestra, avesse avuto bisogno di cambiarlo, che trovai un biglietto. Era un foglio a quadretti, grande come il palmo della mia mano, piegato in due. Lo lasciai accanto alla fruttiera per leggerlo dopo essermi fatta la doccia e aver cenato. Ma quando fu tutto pronto per l’indomani, mi distesi sul divano e mi addormentai davanti al televisore. In lontananza, in un altro mondo, si sentivano il traffico e qualche grido isolato, che mi spinsero a reagire e ad arrivare fino al letto come una sonnambula.
Mi svegliarono gli uccelli, che pigolavano come impazziti. Eravamo alla fine di giugno e il mondo era allegro e luminoso, le mattinate piacevoli, gli alberi sempre più verdi. Il ramo di un’acacia sfiorava quasi la finestra della cucina, e mi piaceva osservarlo mentre preparavo il caffè. Vidi la fruttiera e mi ricordai del biglietto. Probabilmente la maestra mi chiedeva dei pannolini o di non fare troppo tardi quando sarei andata a riprendere Janín nel pomeriggio. In ogni caso, anche solo esteriormente, nel biglietto c’era qualcosa di strano. Laura non avrebbe mai usato quel foglio. Aveva diviso la classe in due gruppi secondo un criterio misterioso che preferivo non conoscere, le Farfalle e gli Ippopotami, e aveva l’abitudine di scriverci usando fogli con l’uno o l’altro disegno, a seconda del gruppo di appartenenza. Janín faceva parte di quello degli Ippopotami. Io e altre madri avevamo protestato per la difficoltà di realizzare quel costume, mentre alle Farfalle bastavano delle semplici ali. Mentre bevevo il caffè e finivo di vestire Janín come ogni altra mattina, spiegai il foglio. Non era la grafia di Laura. La sua era grande, come se considerasse noi genitori un po’ bambini o un po’ ciechi. Quella che avevo davanti era invece piccola e rotonda, da scolaretto.

Autore: 

Clara Sánchez

Editore: 

Garzanti Libri

Prezzo: 

18.60€

ISBN: 

9788811672333